Il magico pianto della vite
09 Marzo 2021
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Il magico pianto della vite

Il pianto della vite è un pianto di ritorno alla vita.

Nel periodo invernale (ottobre – marzo) il vigneto si spoglia della sua chioma ed entra in uno stato di riposo vegetativo. Il pianto rappresenta il suo risveglio da questo periodo di “letargo”.

MA COS’E’ IL PIANTO DELLA VITE?

E’ un fenomeno estremamente suggestivo e affascinante, che segna la “rinascita” della vite e l’arrivo della bella stagione. Si verifica solitamente tra marzo e aprile, ed è proprio in questo momento che inizia la fase di germogliazione della pianta.

A COSA E’ DOVUTO?

In inverno, durante la fase dormiente, la pianta riduce al minimo le sue funzionalità vitali. Subisce inoltre la potatuta secca, ovvero in assenza di foglie che va a selezionare i rami che dovranno dare i frutti. Quando le temperature iniziano a salire, la vite riprende la sua attività linfatica, ovvero la riattivazione del metabolismo degli zuccheri e della respirazione cellulare. La linfa fuoriesce nelle aree in cui è stata effettuate la potatura andando a cicatrizzare la “ferita”.

Dopo il pianto, la vite inizia la sua fase di germogliamento.

Un pianto simbolico, un vero inno alla vita!

Una piccola leggenda sul pianto della vite:

Si narra che tanti e tanti anni fa la vite era una pianta ornamentale. 

Quando venne la primavera il contadino decise di potarla in modo energico, lasciando solo alcuni rami nudi e corti. La vite pianse moltissimo nel vedersi ridotta in quello stato.  Un usignolo ebbe pietà di lei: – Non piangere!- le disse. Io canterò per te un dolce canto. 

La notte egli si posò sui suoi rami nudi e cantò tanto dolcemente che la vite si sentì rinascere.

Le stelle che brillavano nel cielo si commossero, ascoltando quel canto. Esse diedero un po’ della loro forza alla povera pianta mutilata. 

Allora la vite sentì scorrere in sé una nuova linfa; i suoi nodi si gonfiarono, le sue gemme si aprirono. 

Ecco spuntare pampini e riccioli verdi: i viticci. 

La vite, da pianta ornamentale, era diventata fruttifera. 

Il suo frutto possedeva la forza delle stelle, la dolcezza del canto dell’usignolo, la luminosa letizia delle notti Estive.”