“Terre di (non) confine”
26 Ottobre 2021
News

“Terre di (non) confine”

“A papà Rolando e a tutti i Fugatti delle generazioni passate. Grazie per averci tramandato un senso della vita dove non esistono scorciatoie e i pasti, così come i risultati, si guadagnano innanzitutto attraverso il lavoro e i sacrifici.”

La scelta del titolo – Terre di (non) confine – per questo piccolo libro, racchiude in massima sintesi l’espressione del racconto.

Terre e confini, parole ricche di fascino e rimandi, contaminazioni culturali e intrecci di vite, rappresentano infatti la cifra profonda della narrazione della nostra famiglia.

Giunti a questo punto del percorso umano e professionale sentivamo il bisogno, prima di perdere le memorie nei ricoli dell’oblio, di fermare i ricordi e provare a riavvolgere il nastro ripercorrendo le tappe salienti della nostra semplice storia, una storia non troppo diversa da tante altre, ma in grado di testimoniare alcuni passaggi che, tramandati e sviluppati nel corso del tempo, contribuiscono alla costruzione delle tradizioni, cioè quella somma di valori e saperi che cementano e collegano diverse generazioni. Essere nati e vivere in terre di confine rappresenta in fondo un modo di essere e di sentire che ti accompagna per tutta la vita. Le diverse culture, così come i differenti dialetti che si intersecano nel quotidiano, ti proiettano in una dimensione multipla, dove le sollecitazioni sono costanti e variabili, così come i venti che attraversano il cielo delle terre di confine. Siamo profondamente legati a queste valli aspre e dure, ricche di colori e sfumature uniche, dove anche la natura ha dovuto lottare più che in altre aree per disegnare il paesaggio che oggi conosciamo.Pensiamo dunque che il carattere delle persone assomigli in linea diretta con l’ambiente di cui si circonda ed è in questo che ci riconosciamo giorno dopo giorno.

Famiglia Fugatti